Serie C, Girone B 2016/2017
6a Giornata - 11 marzo 2017
FOX VS VINTAGE GHOSTS
FOX
LEGNARO
VINTAGE
GHOSTS
6
3
Ultima partita giocata.
Serie C, Girone B 2016/2017
7a Giornata - 25 marzo 2017
RAIDERS VS VINTAGE GHOSTS
RAIDERS
MONTEBELLUNA
VINTAGE
GHOSTS
Montebelluna (TV), ore 19:00
Prossima partita in programma.
“ Gallina vecchia fa buon COLAbrodo! „
L'angolo del rotobocciardatore.
Ma ineffabilmente elegante.
Martini Silvestro srl
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08/03/2012

Le pantofole e la balestra

Le pantofole e la balestra "...nonostante avesse allora già settantacinque anni, Venier prese parte in prima persona al combattimento (la battaglia di Lepanto, 1571, ndr), uccidendo numerosi turchi a colpi di balestra (che un aiutante gli ricaricava, poiché le sue braccia non avevano più sufficiente forza), e fu anche ferito a un piede da una freccia, che si strappò via da solo. Egli calzava delle pantofole, invece di stivali, perché a suo parere facevano miglior presa sul ponte bagnato della nave tuttavia sembra che la vera motivazione sia il fatto che soffriva di calli e gli stivali gli dolevano maggiormente delle pantofole." (da Wikipedia, biografia di Sebastiano Venier, 86esimo Doge della Repubblica di Venezia).

È forse umanamente possibile trovare un più fulgido esempio di indomito ed esaltante spirito Vintage? Come non riconoscere nelle imprese del Venier barlumi delle ginocchia di Ciccio, delle ernie del Cigno, della stanchezza da turno di Redbridge, della memoria volatile del Pregarzio, dell'avanspettacolo in bianco e nero di Mr.Right, delle polemiche da bordocantiere e cappello di Pippi... solo per citare le nostre più venerande Cariatidi. Eppur tutti esemplari nell'estremo sacrificio per la causa. Ma soprattutto, in un turbinio di vessili rosso-oro della Serenissima, rigorosamente nella versione a spada sguainata, la mente va a Sua Serenità Buzzo - che dal ponte bagnato del Bucintoro Vintage ha condotto personalmente i suoi umili sottoposti alla vittoria nel conflitto di domenica scorsa contro i nerboruti Big Foot Corno. A colpi di balestra e sontuose imprecazioni ed impreziosiendo la serata con un poderoso hattrick. Nessuno aveva il cappello o avremmo dovuto chiamare gli spalaneve.

Tornando alla realtà dei fatti, qualcuno potrebbe obiettare che non è stata proprio una marcia trionfale. Ed avrebbe ragione. La verità è che anche questa volta, nonostante un certo cauto ottimismo (giustificato dai numeri), di fronte ci siamo trovati una formazione agguerrita e per nulla disposta a lasciarci giocare in relax. In effetti è difficile credere che questi Big Foot, con la loro sfacciata ma genuina aggressività (sportivamente parlando), siano ancora inchiodati a quota zero e con -52 di differenza reti. Ma sono solo cifre. Il fatto è che (e questo è ormai definitivamenta assodato) di squadre materasso nel nostro girone non ce ne sono, e bisogna sudarsela sempre e comunque...

Coach Buzzo e truppa, per la seconda volta consecutiva in prestigiosa livrea bianca, erano partiti con l'idea di poter giocare senza eccessive pressioni e Sua Serenità aveva pertanto puntato da subito su uno schieramente a tre linee, con la falange "bianca", guidata da Ciubo, invariata rispetto alle ultime uscite; i veterobalilla "neri" rinforzati dal rientro di Capitan Frenz e gli Harlequins in un'inedito schieramento Nino - Lampi - Mr.Right - Tetta. Al privè l'ormai consolidato Loggione Nobiliare composto dal Conte Pregarz e dal Duca Peron, giunti a Palzzo con il pigro proposito di intrattenersi gettando monete arroventate alla plebaglia. In porta Sua Serenità confermava Gigi, reduce da due prestazioni un pò opache, con Nick al suo capezzale. Aria di festa anche per la presenza di un folto pubblico (da poco terminata la partita della A), ma l'illusione di essere già al terzo tempo svanisce fin dal primo giro di cambi: i Big Foot sono indemoniati e pattinano a tutto campo, tendenzialmente senza grande organizzazione e preoccupandosi poco o nulla della fase difensiva - ma sono asfissianti. L'impatto è un pò shockante e si fa fatica a trovare le adeguate contromisure, ma fortunatamente la veemenza ospite ha anche controindicazioni e dopo meno di 5 minuti scatta il primo power-play. In situazione più statica la cifra tecnica Vintage emerge e bastano poco più di 30 secondi a Capitan Frenz per portarci sull'1-0. Forse galvanizzata dal vantaggio, anche la solitamente un pò vanesia linea bianca trova uno slancio di concretezza ed è Redbridge Ponterosso ad incunearsi nella ressa sottoporta battendo Casadei per il 2-0. I Big Foot comunque non cambiano di una virgola il proprio approccio, sempre all'arma bianca a prescindere dal risultato, e Gigi è più volte costretto a rimanere sveglio visto i tiri arrivano anche da posizioni obiettivamente improbabili. Non si riesce a trovare l'ordine che sarebbe necessario per calmare i bollenti spiriti ospiti ed a forza di pressare, i Big Foot alla fine ci azzeccano ed al decimo riducono le distanze con Gregoratti. Qui per la prima volta nella serata Sua Serenità sale a prua ed imbraccia la balestra per scuotere i Signori del Birrometro, evidentemente sottotono. Il nostro Condottiero predica fin dal primo minuto semplicità ed organizzazione, ma, come peraltro regolarmente accade in allenamento di fronte ad occhi vitrei ed acquosi, è costretto a dare l'esempio di persona. In due cambi il coach riesce a concludere magistralmente due essenziali geometrie pitagoriche lasciando di stucco difesa e goalie avversari. La panca plaude e si cosparge il capo di cenere, ed il tabellone ricomincia a mostrare numeri degni di questo nome. C'è però il non trascurabile dettaglio che questa sera il concetto di "predicare nel vuoto" è destinato ad assurgere a livelli di assoluta eccellenza: black line a parte infatti, i bagordi del weekend sembrano ottenebrare irreversibilmente il roster Vintage, con lunghi momenti di encefalogramma piatto. Gli Harlequins danno subito mostra di ciò subendo in un intollerabile contropiede 3 vs 1 la rete del 2-4. In questa fase perdiamo il buon Mr.Right, che chiede probabilmente troppo al proprio fisico ottuagenario e mette in crisi gli equilibri della terza linea, che già non era parsa propriamente sicura di sè. E Coach Buzzo, spaventato dall'eccessivo pressing ospite, comincia a girare a due linee. La novità non pare però risolutiva: prima si fallisce un power-play, ed immediatamente dopo Traverso gabba Gigi con un impensabile flippone in buca n. 5. Ci complichiamo ulteriormente la vita con Redbridge, colto in evidente fallo; e sulla susseguente inferiorità l'incubo della partita contro il Tergeste sembra replicarsi orrendamente - altro disco sbananato e Gigi deve capitolare ancora. E' 4-4, al 23esimo. A tener botta, e sarà così fino alla fine, è sempre e solo la linea "nera" e meno male che c'è. Lo scatto d'orgoglio è tutto loro ed è Capitan Frenz che irrompe prepotentemente in area riportandoci in vantaggio quasi allo scadere.

L'intervallo giunge provvidenziale perchè è chiaro che gli ingranaggi oggi sono quantomeno inceppati. Sua Serenità tenta di scuotere l'ambiente richiamando tutti all'ordine. Il tentativo è doveroso ma gli sguardi persi nel vuoto e qualche sporadico rutto soffocato testimoniano una situazione di difficile risoluzione. La malinconica e involontaria comicità della serata vive il suo culmine nei primissimi secondi della ripresa, quando la linea bianca produce una quasi autorete da antologia in seguito ad un evidente qui-pro-quo linguistico. Non è l'impatto sperato per Nick, chiamato a sostituire un abbacchiato Gigi, è ancora pareggio ed il gelo cala sul PalaBrentella. Probabilmente è il momento più basso della partita ma è qui tipicamente è dal fondo che comincia la faticosa risalita. Ed è sempre la linea nera a portare la Croce. A darci una mano, e ce n'è bisogno, sono i Big Foot che facendo la loro onesta partita, esagerano però con l'aggressività e inanellano parecchie penalità. Poco prima del 28esimo finalmente riusciamo a trasformarne una ed è un'altra perla, la terza della serata, in un'azione a tre passaggi degna delle migliori riviste di hockey inline di metà anni '90 - quando il nostro Sire posava nelle mille posizioni del Cristiania. Leggenda! Senz'altro ispirato dal momento amarcord, al cambio successivo indovina lo spiraglio anche il Cigno di Abano, che si era visto più volte bloccato dal goalie ospite nel primo tempo. Siamo al trentesimo e Buzzo, ora in doppio vantaggio, opera qualche correttivo volante notando una dilagante indisciplina difensiva della white line: è tempo di badare al sodo e coprirsi un pò. La scelta di inserire un totem in difesa (Lampi, che nel frattempo ha digerito il pranzo) non trasforma certo la linea di Ciubo in una macchina da goal, ma se non altro le incursioni ospiti si riducono e Nick, tutt'altro che inoperoso fino a questo momento, ringrazia. Ma sul ponte di comando troneggiano sempre Sua Serenità e la sua linea ed a togliere le castagne dal fuoco sono sempre loro: dopo qualche minuto di relativa calma, quei bravi ragazzi della black line fanno girare il disco fino all'Alvise, che slappa da buona posizione sorprendendo Casadei per l'8-5. Mancano dieci minuti e si comincia a tirare un sospiro di sollievo, anche perchè per la prima volta i Big Foot paiono sporadicamente in debito di ossigeno. Anche per questo fiocca qualche altra penalità senza esiti particolari, fin quando ad essere espulso è Ciubo. A chiudere virtualmente la tenzone è quindi la shorthanded unit Vintage, che confeziona (non è la prima volta) un lodevolissimo goal in inferiorità, con tap-in dell'Alvise su classico contropiedone del Cigno. Gli ospite non mollano ma si disuniscono e non riescono più a pungere come hanno quasi sempre fatto in questa faticosa serata - e l'incontro scivola con qualche sussulto verso la fine, quando Calligaro (49esimo) accorcia le distanze per il 6-9 finale. Dura, a tratti durissima, ma alla fine sospirone e tre punti in saccoccia. Come doveva essere.

Terzo tempo finalmente vittorioso e come sempre in full crew, con foltissima rappresentanza di amici e sostenitori. Gran magnata grazie a Gino e C. e buon impulso al birrometro, anche se moderato rispetto al clamoroso weekend precedente. Certo che di domenica sera è dura...
Ed ora siamo pronti all'attesissimo derby di ritorno (Legnaro, domenica ore 17), qualcuno la definirebbe "la Madre di tutte le Battaglie" anche se, come sempre, il nostro impegno principale, già abbondantemente profuso, è quello di organizzare il post partita. Comunque vada, sarà festa!


VINTAGE GHOSTS - BIG FOOT CORNO 9-6 (5-4, 4-2)   >> Referto
1° T. - 5:07 Franzolin (VG) PPG, 7:06 Ponterosso (VG), 10:33 Gregoratti (BF), 12:41 Buzzo (VG), 14:23 Buzzo (VG), 15:30 Traverso (BF), 22:10 Traverso (BF), 23:14 Traverso (VG) PPG, 24:14 Franzolin (VG)
2° T. - 25:18 Azzano (BF), 27:28 Buzzo (VG) PPG, 29:59 Benvegnù (VG), 34:48 Callegari (VG), 42:46 Callegari (VG), 49:26 Calligaro (BF)

Penalità: VINTAGE GHOSTS 10' - BIG FOOT CORNO 34'
Percentuali PP: VINTAGE GHOSTS 33% (2/6) - BIG FOOT CORNO 25% (1/4)
VINTAGE GHOSTS: Disconzi (Gottardi); Buzzo (A), Benvegnù (A), Callegari, Bampi, Caldart, Destro; Franzolin (C), Berto, Cugno, Puggina, Ponterosso, Pregarz, Petenà, Peron.
BIG FOOT CORNO: Casadei; Azzano, Celotto, Gregoratti, Mattellone, Pravisano, Puppo, Calligaro, Corvaglia, Traverso.

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Il primo. L'unico. L'originale e inimitabile!
...Xè tornà!
SIE srl

curls

Ye Olde Beer-O-Meter now featuring fully reliable bottle-to-bottle progress !
>> ...ok ma cos'è ??
Beer-O-Meter for Dummies

Se stai leggendo questa spiegazione, o non sei uno di noi oppure lo sei ma non hai potuto resistere alla tentazione di cliccare alla rinfusa in giro per il sito.. nel primo caso, puoi continuare a leggere. Nel secondo, al prossimo allenamento PORTA UNA CASSA (o un fusto), grazie!

Il Beer-O-Meter, altrimenti noto come BIRROMETRO, concettualmente si perde nella notte dei tempi. La nostra incarnazione nasce nel 2006 per celebrare le gesta della compagine Yuma Hockey Team, ancora oggi leggendarie. Il birrometro misura i litri di birra bevuti dai nostri eroi nel corso della stagione corrente, sommando allenamenti, post-allenamenti, partite e post-partite. Non sono conteggiate le bevute private dei singoli giocatori (ovviamente per questioni di privacy!).

L'attendibilità dei conteggi è del tutto aleatoria in quanto solitamente basata su stime fatte a posteriori, e quasi sempre per ampio difetto (vista l'assoluta mancanza di lucidità di chi effettua i conteggi).

La stupefacente novità del birrometro Vintage Ghosts sta nella resa grafica. Ora è possibile avere un'idea visiva di quante bottiglie da 33 sono state svuotate nella stagione in corso. Ci siamo presi la libertà di convertire in bottiglie anche fusti e giraffe, per coerenza. Ci scusiamo per la licenza. Ma anche no!
Nella scorsa stagione (2014/2015) i Vintage Ghosts sono riusciti nella inaudita ma ineluttabile impresa di battere per la QUINTA volta consecutiva il proprio record assoluto. I nuovi Signori del Birrometro hanno fissato l'asticella a quota 1460 litri. Una media imbarazzante di oltre 170 litri al mese. Superarsi ri^5-nuovamente sarà un compito vieppiù titanico, tuttavia il roster presenta ancora una volta alcuni elementi di spicco a livello internazionale e lo staff tecnico ripone la massima fiducia nell'organico!

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La Direzione
1 bottle = 0.33 liters
1 bottle row = 116 bottles
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9
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Liters of Beer Poured So Far
last update: 14/03/2017
Bevete responsabilmente !