Serie C, Girone B 2016/2017
8a Giornata - 08 aprile 2017
VINTAGE GHOSTS VS RHINOS
VINTAGE
GHOSTS
RHINOS
TREVISO
6
Referto
8
Ultima partita giocata.
Serie C, Girone B 2016/2017
9a Giornata - 22 aprile 2017
VINTAGE GHOSTS VS BLACK-OUT
VINTAGE
GHOSTS
BLACK-OUT
ASIAGO
Padova, ore 20:30
Prossima partita in programma.
“ Gallina vecchia fa buon COLAbrodo! „
L'angolo del rotobocciardatore.
Ma ineffabilmente elegante.
Martini Silvestro srl
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28/12/2014

Armata Brancaleone, mai fu più vero

Armata Brancaleone, mai fu più vero "Sanza armatura, sanza paura, sanza calzari, sanza denari, sanza la brocca, sanza pagnocca, sanza la mappa, sanza la pappa..." (Pellegrini al seguito del Monaco Zenone in cammino verso la Terra Santa)

"Oh, gioveni! Quando vi dico *sequitemi miei pugnaci*, dovete sequire et pugnare! Poche fotte! Se no qui stemo a prenderci per le natiche." (Brancaleone)

Più volte in passato ci si è autodefiniti così, citando l'immortale capolavoro Monicelliano. Ma mai gli eventi ci avevano avvicinato alla fiction tanto quanto sta accadendo in questa surreale quinta reincarnazione Vintage. Della defezione (o meglio promozione in massima serie) di Sua Serenità il Doge Alessio Buzzo si era già preso atto in piena estate, e con fatica si era corsi ai ripari ballottando in contumacia un altro Serenissimo, l'esimio Arch. Luca Dotto, il quale tuttavia per motivi personali dava forfeit poco dopo la prima partita a Riccione; nel frattempo avevamo perso per strada, per le ragioni più disparate ed in rigoroso ordine alfabetico "Playmobil" Disconzi, "Maeba" Fregonese, "Nick" Gottardi, "Puggi" Puggina, "Cancarlo" Terziani; non contenti, a stagione già iniziata abdicavano, anche qui per i motivi più diversi, "Apu" Apostoli, "Ciubo" Berto e "Mr.Right" Destro. In più, il Presidente/giocatore Casarini già da tempo aveva annunciato un certo inevitabile disimpegno da entrambi i ruoli. Un'ecatombe degna delle più nefande epidemie dello Morbo, sempre per rimanere in tema brancaleonesco.

Surreale soprattutto perchè in realtà a settembre si era addirittura reso necessario un contingentamento degli arrivi: troppo corposo il roster (ahinoi, pareva) e prospettive di sovrabbondanza pressochè costante sia in allenamento che in partita. Anche perchè in entrata qualche movimento c'era: ritorni in rosa infatti per "Ninazzo" Caldart e "Gepi" Cugno, dopo un anno sabbatico; integrazione di "Bonu" Bonu e "Metal" Bressan; infine ingaggio in corsa (ed anche questo è un ritorno eccellente) per "Santiago" Compostella. A conti fatti invece, eravamo giusti giusti...

Ad ogni buon conto, e senza neanche soffermarsi sul dettaglio che nel corso di questa stagione sono previsti o si sono già consumati svariati 40esimi, un 45esimo ed un paio di 50esimi compleanni - senza contare le cifre non tonde (!), c'è un solo modo per superare certi momenti, ovvero testa bassa e avanti. Di mollare in corsa non se ne parlava e non se ne parla. Quindi poche chiacchere, presidenza senza portafoglio a "Lampi" Bampi, guida tecnica ad interim al "Cigno di Abano" Benvegnù e quel che rimane del gruppo ricompattato intorno all'unico simbolo sempre in grado di far girare una serata sportivamente storta: lo boccale di cervogia. Sì perchè, in questo scenario apocalittico, un raggio di luce si è insinuato tra le nubi fin dalle prime uscite, ovvero un drastico cambio di sede per i nostri terzi tempi. Un cambio in meglio di alcuni ordini di grandezza: il Kofler di Caselle di Selvazzano. Che il Leone di San Marco salvi Michele (ed il Birrometro)!

Tutto ciò premesso, giunti ormai al primo giro di boa del nostro campionato (cause di forza maggiore mi impediscono quest'anno di scrivere con regolarità), possiamo ora tranquillamente dire che, tutto sommato, ci siamo ancora. La V di Vintage campeggia sui vessilli, non sempre in trionfo, ma finchè campeggia, a noi basta. Non solo...addirittura, per motivi imperscrutabili, capita che dopo aver concluso le nostre prime quattro gare, ci si trovi follemente in testa alla classifica... Come è potuto accadere? In un serial ora in fading arriverebbe un "Un mese prima...".

22 novembre, Riccione. Prima giornata, prima trasferta, prime rognette. A parte le defezioni di cui sopra, mancano "Ciccio" Sibilia per lavoro e "Nigoea" Conforti per impegni pregressi. Coach Luca ancora c'è, ma non tira proprio un'aria di entusiasmo. Sarà anche per il periodo infaustissimo per visitare Riccione: quasi tutto chiuso, clima preinvernale, teste ancora non carburate per sostenere quella che solitamente era l'ultima, liberatoria, trasferta dell'anno. Ma soprattutto, serpeggia il dubbio che l'obiettivo indebolimento del roster possa rendere la stagine piuttosto amara, se non disastrosa. In ogni caso, si organizza una trasferta con tre linee e una decina di scalmanati si fermeranno anche a dormire. Tradizione impone. E la partita? Personalmente posso dire, molto diversa da come me l'ero immaginata. Temevo ne saremmo usciti sconfitti, ma non di molto; ero invece quasi sicuro che avremmo sofferto moltissimo a livello di gioco, orfani di coach "storico" e di una delle "star" degli anni scorsi. Azzeccata la sconfitta, ma larga (3-9, 0-4 il primo tempo), a fronte però, incredibilmente, di un gioco per nulla deludente, anzi a tratti addirittura brillante. Sembrerà assurdo ma chi c'era lo sa: nel primo tempo si è giocato oserei dire bene, sicuramente meglio dei riccionesi (gli stessi di sempre, ma senza l'amico Spallacci), più tiri, più possesso, più pressione, con la linea d'attacco "Pippo" Bonato - "Mariou" Monti in evidenza; peccato che non sia entrato nulla, se non nella nosta porta. Raramente ho visto risultati parziali più bugiardi, eppure, soprattutto grazie ad un superlativo (come spesso succede) Montanari, così è stato. A quel punto, giusta decisione di proseguire comunque a tre linee anche nella seconda frazione, con cambio goalie (esordio assoluto per il triestino Peter Bonu). Primi dieci minuti meglio ancora del primo tempo, pressochè in assedio davanti a Montanari, ancora miracoloso; ma assurdamente, su due tiri due presi, due reti per i padroni di casa. 0-6 e tanti saluti. Il resto è per la statistica, ed anche qui il Teatrino dell'Assurdo va in scena, visto che il parziale degli ultimi 15 minuti sarà di 3-3. Partita folle, inutile scervellarsi. Il giorno dopo, ancora intontiti dall'ingiusta sconfitta, fulmine a ciel sereno l'autoesonero di coach Dotto. Non proprio un bel weekend, nonostante il terzo tempo di livello.

6 dicembre, Padova. Esordio in casa, contro la bestia nerissima Vicenza, mai sconfitta nè dai Vintage nè dai predecessori Yuma, nemmeno nelle migliori stagioni. Sono state due settimane di passione, con il Cigno a prendere in mano la situazione ed il gruppo che comunque ha risposto bene almeno moralmente (sempre ricche le presenza nei terzi tempi, e questo è il termometro migliore). La formazione è la stessa di Riccione, salvo l'assenza di "Slip" Callegari, ma col rientro di Conforti e Ciccio. Previsto fin dall'inizio, comunque vada, il tandem tra Conforti e Zampieri in porta. La voglia di fare c'è, cercando di ricordare il buono di Riccione; rimane il timore di avere di fronte grosso modo gli stessi che ci hanno sempre punito anche contro ogni pronostico. Sarà la volta buona, nonostante tutto? Ebbene sì... Come sempre, i vicentini si presentano di sabato in formazione un pò rimaneggiata (da anni schierano in B alcuni giovani di A1, disponibili quindi solo di domenica), ma in roster ci sono sempre i soliti nomi dei "vecchi", goalie Zarantonello in primis. Si parte quindi comunque guardinghi. Praticamente al secondo tiro però si sblocca, con Pippo a finalizzare una combo con Monti. Zero illusioni, ma meno pressione. E con il passare dei minuti, pare proprio che stasera gli avversari siano sottotono. Girano (più che giustamente) anche loro a tre linee, e questo è bene; ma soprattutto, pungono pochissimo con la loro prima, che in passatto ci aveva sempre riservato brutti momenti. Da parte nostra invece, la coppia Mariou-Pippo sfavilla, e nella linea nera non è da meno Frenz-Redbridge, con il Capitano in trance agonistica. Dal decimo in poi è monologo assoluto, con Zarantonello bucato ripetutamente ed un inedito (per noi) parziale di 7-0. Increduli ma ben soddisfatti, si affronta senza troppi patemi poi la seconda frazione più per accademia, nel tentativo di difendere lo shutout (cmq di squadra, visto l'ingresso di Zampieri). Missione fallita per pochissimo, con la rete della bandiera segnata a 2 minuti dal termine. Finisce 9-1, sfatato un tabù storico, ma soprattutto iniettata un minimo di fiducia in una squadra provata dal destino avverso.

14 dicembre, Asiago. Terza giornata, prima (di due consecutivie, calendario balordo) durissima e temutissima trasferta asiaghese, da anni leader pressochè incontrastate della Serie B. Premesse pessime, ma assai peggiorate da un ulteriore rovescio di sfighe che ci colpisce nell'immediata vigilia del match. Non sono infatti riusciti a perfezionare le visite mediche Mariou e Compostella, che avrebbe dovuto esordire; Capitan Franzolin è a letto con la febbre ed il Cigno Benvegnù è in condizioni precarie (ma almeno c'è). Non arriviamo a tre linee, ma soprattutto mancano dei perni fondamentali. Proviamoci... ma che sia la partita sbagliata (ancora una volta contro i Black Out) si capisce immediatamente, visto che al nono SECONDO subiamo la rocambolesca rete dello 0-1, la più veloce della nostra storia. Ahia. Tentiamo di ripartire e Conforti regge; Redbridge Ponterosso riesce anche ad impattare d'astuzia per l'1-1. Ma è solo un fuoco di paglia. I Black Out sono, come sempre, molto forti; anche molto (ed inutilmente) scorretti, come da tradizione. Li soffriamo terribilmente, e nonostante non si giochi particolarmente male, non c'è verso di scalfire l'eccellente difesa (e goalie) di casa. Conforti deve invece arrendersi altre 4 volte nel primo tempo, e va detto che la sua prestazione è tutt'altro che deludente. Nel finale di tempo si infortuna al ginocchio anche Pippo Bonato, e siamo alla frutta. Pensare di rimontare 4 goal ai Black in queste condizioni è semplicemente impossibile; si prosegue con la sperenza che tutto finisca prima possibile, con ingresso di Bonu in porta e sempre girando a tre linee; d'altronde 0 punti rimangono 0 punti, a prescindere dalla misura della sconfitta. Che cresce, a dismisura, complici i Black, che giustamente non mollano (meno giustamente continuano anche assurdamente a bastonare e provocare) e le nostre condizioni precarie. Il parziale è un impietoso 1-10, per un conclusivo 2-15, forse anche troppo punitivo, ma che comunque costituisce un infame record negativo storico per il sodalizio (addirittura peggio del 13-1 contro il Modena di 5 anni fa). Cornuti e mazziati...

20 dicembre, Asiago. Brancaleonismo all'ennesima potenza. In questo sabato insolitamente caldo (per essere dicembre sull'Altopiano) si concentra il meglio e il peggio di questo nostro primo scorcio di stagione. Per giorni il destino meschino ci aveva addirittura fatto temere di dover rinunciare alla partita causa insufficienza di giocatori: Frenz ancora malato, Pippo out per almeno due settimane, Monti e Compostella in attesa di perfezionamenti burocratici, Zampieri, Bonu, Metal, Ninazzo, Gepi, Ciccio e Redbridge assenti per lavoro/ferie, il Cigno in condizioni di salute precarie: una situazione quasi kafkiana, considerando un roster teorico di 18+4 che rischia di non arrivare a 6+1. In extremis si riesce a sistemare le questioni Monti e Compostella, il Cigno stringe i denti e all'ultimissimo anche Redbridge Ponterosso e Luca Dotto si aggregano alla comitiva; si arriva "addirittura" a 9 giocatori di movimento + Conforti. Un record negativo di presenze che vorremmo fortemente non si verificasse mai più. Fatto sta che il caravanserraglio Vintage si presenta in questo modo alquanto rocambolesco alla corte della Supercorazzata Newts, già pluricampione in carica di Serie B e Coppa di Lega, da anni leader assoluto che ha sempre rinunciato a salire di categoria solo per ragioni logistiche. Con la ciliegina sulla torta giusto un giorno prima della partita: l'ingaggio di Gianpiero Longhini, giocatore da sempre colonna di varie squadre di A1, non più in grado di onorare l'impegno in massima serie e giustappunto pronto per essere schierato contro di noi. Vabbè, pazienza. Non si molla, mai... E stavolta, francamente inaspettatissimo da tutti, arriva anche il premio. Perchè con due linee sostanzialmente inedite, e considerando anche l'infortunio muscolare di Luca a metà partita che lo terrà fuori per tutto il secondo tempo, i Vintage estraggono dal cilindro una delle prestazioni più epiche della propria storia, riuscendo a contenere i padroni di casa (eccellente Nigoea Conforti, specie nel secondo tempo) e punendo con impressionante cinismo anche in fase offensiva (superlativo Compostella, all'esordio dopo due anni di inattività e autore di una roboante quadrupletta). Ma parlare dei singoli questa volta sarebbe riduttivo: errori individuali a parte (che capitano) tutti e 10 hanno dato il 110%, facendosi trovare pronti a svolgere il proprio dovere fino all'ultimo. In vantaggio per 4-1 (quasi senza rendersene conto), rimontati e superati fino al 5-6, siamo riusciti ad arginare le Salamandre soprattutto nel secondo periodo, subendo un solo gol, superando indenni anche due inferiorità numeriche ed andando per la verità anche ad un soffio dal colpaccio, con il gol dell'8-6 di Compostella annullato per dubbio uomo in area (Redbridge?) che poteva forse chiudere anzitempo le ostilità. Alla fine i Newts agguantano il pareggio nel finale, senza rubare nulla (rimangono in ogni caso indiscutbilmente una squadra più forte della nostra, a prescindere dalle rose schierate). Ma per noi, al di là del fatto che tutte le partite contro gli amici/avversari gialloneri sono sempre state belle e divertenti (anche quelle, la maggior parte, perse) è come una vittoria. Far punti qui, ne siamo certi, sarà una cosa che ben pochi riusciranno a realizzare. Nel terzo tempo, meritatissima festa grande al Kofler, con consegna natalizia delle nuove maglie celebrative del quinquennio, ed inevitabile impennata assoluta del Birrometro (ebbene sì, anche quest'anno già in vantaggio sul precedente, a parità di date).

...ed a Natale, è pure arrivato il regalo, ancora più inaspettato del pareggio con i Newts... vittoria a tavolino contro i Black Out, che avevano schierato un giocatore squalificato (Sartori). Al di là del fatto che questo cancella, almeno statisticamente, quell'osceno record negativo, la cosa più surreale è che in questo modo ci troviamo incredibilmente in testa al girone, a parimerito con i Newts ma davanti per differenza reti. Sappiamo benissimo che non durerà (è in effetti matematico che già alla prossima giornata verremo superati da una delle asiaghesi, dato che noi riposiamo) ma troviamo in un certo senso tranquillizzante che, dopo tante sfortune inanellate, il Karma ci abbia fatto un regalo di bilanciamento. Sa di giustizia divina. O di agnostico colpo di culo natalizio. Mi perdoni Fefè per la blasfemia. :)
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Il primo. L'unico. L'originale e inimitabile!
...Xè tornà!
SIE srl

curls

Ye Olde Beer-O-Meter now featuring fully reliable bottle-to-bottle progress !
>> ...ok ma cos'è ??
Beer-O-Meter for Dummies

Se stai leggendo questa spiegazione, o non sei uno di noi oppure lo sei ma non hai potuto resistere alla tentazione di cliccare alla rinfusa in giro per il sito.. nel primo caso, puoi continuare a leggere. Nel secondo, al prossimo allenamento PORTA UNA CASSA (o un fusto), grazie!

Il Beer-O-Meter, altrimenti noto come BIRROMETRO, concettualmente si perde nella notte dei tempi. La nostra incarnazione nasce nel 2006 per celebrare le gesta della compagine Yuma Hockey Team, ancora oggi leggendarie. Il birrometro misura i litri di birra bevuti dai nostri eroi nel corso della stagione corrente, sommando allenamenti, post-allenamenti, partite e post-partite. Non sono conteggiate le bevute private dei singoli giocatori (ovviamente per questioni di privacy!).

L'attendibilità dei conteggi è del tutto aleatoria in quanto solitamente basata su stime fatte a posteriori, e quasi sempre per ampio difetto (vista l'assoluta mancanza di lucidità di chi effettua i conteggi).

La stupefacente novità del birrometro Vintage Ghosts sta nella resa grafica. Ora è possibile avere un'idea visiva di quante bottiglie da 33 sono state svuotate nella stagione in corso. Ci siamo presi la libertà di convertire in bottiglie anche fusti e giraffe, per coerenza. Ci scusiamo per la licenza. Ma anche no!
Nella scorsa stagione (2014/2015) i Vintage Ghosts sono riusciti nella inaudita ma ineluttabile impresa di battere per la QUINTA volta consecutiva il proprio record assoluto. I nuovi Signori del Birrometro hanno fissato l'asticella a quota 1460 litri. Una media imbarazzante di oltre 170 litri al mese. Superarsi ri^5-nuovamente sarà un compito vieppiù titanico, tuttavia il roster presenta ancora una volta alcuni elementi di spicco a livello internazionale e lo staff tecnico ripone la massima fiducia nell'organico!

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La Direzione
1 bottle = 0.33 liters
1 bottle row = 116 bottles
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Liters of Beer Poured So Far
last update: 10/04/2017
Bevete responsabilmente !